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Versione completa: Trasparenza PA - difficoltà accesso tutela legale, conseguenze, alternative negoziali
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Il contesto è il seguente:
1.
ho co-fondato anni fa un'azienda che ha beneficiato di un contributo regionale. L'assessore regionale che aveva promosso il bando per finanziamenti alle imprese è stato processato per corruzione (fatti non collegati con la mia vicenda); si sono avvicendati 4 direttori e, anni dopo:

2.
ho ricevuto un decreto per restituzione di parte dei fondi, motivando che la regione non aveva ricevuto le quietanze di pagamento per tempo, in aggiunta alle fatture già trasmesse.

3.
In buona fede, ho comunicato più volte per iscritto alla regione che il beneficiario è una ditta, SRL, come definito dal bando che era stato fatto dai funzionari precedenti. Uno dei fuzionari ha risposto, in un incontro verbale ( letteralmente riporto) che "non gliene frega un cazzo", che lui è uno psicologo e secondo lui questo bando non si doveva fare.
Ho capito che c'era della "politica" in corso.

4.
Il mio commercialista mi ha affiancato in 4 incontri con la regione per negoziare, senza l'ausilio di un legale, con la regione, portando a comprova tutte le spese fatte.
Nelle discussione è emerso che la regione stava considerando non valide anche alcune spese considerate valide dai funzionari precedenti, quindi retroattivamente, e contrariamente ai documenti già approvati e trasmessi nei confronti della ditta.

5.
In uno degli incontri, alla richiesta di avere per iscritto una ratio con cui sono valutate le spese, la risposta del direttore è stata che “abbiamo i riflettori puntati e non vogliamo dare nulla per iscritto”.
A conclusione dei 4 incontri, la regione ha comunicato un secondo decreto a modifica del primo, chiedendo restituzione di una somma ridotta.

6.
Per risposta: ho richiesto motivazione scritta: quali movimenti non siano stati ritenuti idonei, per i quali si richiede restituzione.
Una prima risposta è stato fare riferimento a codice documenti numerici: intendo, hanno allegato il numero di protocollo come riferimento, ma non i documenti stessi.

7.
Ho risposto che: non ho mai ricevuto i documenti menzionati; nell’archivio regionale - ricerca atti - non sono reperibili; richiedo di avere per iscritto, con chiarezza, la lista dei movimenti non ritenuti idonei per cui si richiede restituzione dell’importo.
Non ho più ricevuto risposta - sebbene credo che l’ente pubblico sia tenuto, per legge, a rispondere entro 30gg in questo tipo di comunicazioni.

8.
Le comunicazioni avute dalla regione sono state inviate alla PEC della ditta, la persona giuridica che ha ricevuto gli importi secondo regolamento del bando. La regione richiede però restituzione a me, come persona fisica.

9.
La regione ha deciso di emendare il primo decreto ben oltre i termini di legge per oppugnarlo in sede legale - 6 mesi durante i quali sono state richieste più volte possibilità di colloquio.
Ritengo che tutta la documentazione sia in regola, le spese sostenute secondo i termini di bando e secondo le indicazioni date dai funzionari regionali: ho confidato di trovare un chiaro riscontro sulle motivazioni di richiesta restituzione dell’importo, e in ogni caso di rettificare che chi ha beneficiato dell’importo è una ditta, e non una persona fisica - come da evidenza dalle transazioni dei conti bancari, personali e della ditta.
Dall’ultima richiesta, esplicita, di inviare in forma scritta e chiara la lista delle spese che non sono state ritenute idonee, sono ora passati circa 6 mesi.

10.
Inizialmente mi sono consultato con un legale, suggerito dal mio stesso commercialista.
Il suo preventivo per un ricorso al TAR era pari a più di 50% dell’importo richiesto dalla regione.
Anche per questo, ho preferito provare una via negoziale.

11.
L'avvocato è stato coinvolto in:
- 1 primo incontro per esporre i fatti;
- sola lettura atti - ho trasmesso io i documenti per formulare un preventivo in caso di ricorso al TAR (intendo, l’avvocato non ha dovuto fare ricerca di atti);
- produzione preventivo in caso ricorso al TAR (via giudiziale)

All’avvocato è stato comunicato la non intenzione di proseguire con vie legali, scegliendo via negoziale senza servizi legali.

12.
E’ curioso che, nell’incontro, fu l’avvocato a mettermi al corrente che l’assessore regionale era indagato per truffa (circa 4M di euro), e pure menzionò che una volta erano amici :/

13.
Dopo oltre 1 anno, quest’avvocato presenta una fattura di quasi 2.000 euro.
Ho ricercato in rete: la media dei servizi per istruzione al TAR è di circa la metà, e comunque, ripeto, l'avvocato non ha istruito una pratica per preparare mia tutela giudiziale: i suoi servizi sono stati la lettura degli atti e la formulazione di un preventivo in caso di ricorso giudiziale.

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Vivo questo contesto come un abuso di potere perché:
1.
per legge, per impugnare un decreto regionale ho bisogno di un avvocato, e non può essere nel mio caso di gratuito patrocinio
non ho liquidità per accedere a tutela legale, nonostante:
- il decreto regionale richieda restituzione di una somma senza una motivazione (scritta, chiara e/o oppugnabile),
- richiede una somma a una persona fisica che non hai mai usufruito dell’importo contestato
- tuttavia invia la richiesta restituzione alla PEC della ditta, a cui l’ente regionale ha in precedenza accreditato un importo in conformità a un bando a cui la ditta a partecipato, come evidente dalla documentazione in essere

2.
l’avvocato conosce il contesto “politico” delle vicende regionali, ed è informato che non sarei cmq in grado di pagare di tasca mia la somma contestata alla regione, sebbene non abbia mai percepito quei soldi

3.
l’avvocato a cui mi rivolgo per valutare una rappresentanza legale, invia una richiesta di pagamento dopo un anno: non ha comunicato la sua parcella prima di fornire i suoi servizi.

Per un colloquio conoscitivo, lettura degli atti e loro valutazione ha formulato un preventivo nel caso di ricorso giudiziale.
La parcella finale è completamente fuori scala rispetto alla media tariffaria e cmq rispetto agli altri avvocati che avevo contattato; ho scelto questo avvocato su suggerimento del mio commercialista, nella speranza di avere maggiore tutela.

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DOMANDE
1.
Come potrei usare la documentazione in possesso per divulgare pubblicamente e mediaticamente ?

I miei obiettivi:
- tentare di rendere più trasparenti i processi fra Pubblica Amministrazione e cittadini
- tutelare il mio operato
- tutelarmi in caso di incapacità a pagare quanto contestato, o quantomeno ottenere una potere negoziale maggiore per concludere questa vicenda in modo migliore: ad oggi, fra regione e avvocato, mi hanno presentato un conto di quasi 10.000 euro, con un avvocato a cui non ho richiesto altri servizi se non quello di una valutazione preventivo…. per difendermi da un abuso dell'ente regionale ... successivo a un caso di corruzione di un amministratore regionale.... che l'avvocato menziona essere stato, una volta, un amico ... . ! Incredibile....

2.
Posso difendermi da una richiesta che reputo illecita di richiesta restituzione fondi ?

Ripeto, non ho ricevuto comunicazione su quali spese della ditta non siano state ritenute idonee (per dire, un foglio excel), ho ricevuto la sola richiesta di restituzione di una somma.

Cosa succedera? Si presenteranno i carabinieri a casa?
Posso contestare con la documentazione che ho in possesso, o serve sempre e comquneu un avvocato, ma che non posso pagare?

3.
Come posso negoziare una riduzione della somma richiesta dall’avvocato, a fronte dei servizi resi ?
c'è un tariffario per la lettura atti, per il tempo per formulare un preventivo e un codice deontologico a cui appellarsi ?
(A esempio, prima di lavorare per un cliente, lo si informa chiaramente: la mia lettura atti costa tot, la mia formulazione preventivo costa tot).

Per confronto: i 2.000 euro richiesti da questo avvocato per avere formulato un preventivo, corrispondono a 2.000 proposti (a spanne, senza leggere gli atti) da un altro avvocato su una possible spesa istruttoria di ricorso al TAR.