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Versione completa: COME POSSO MANDARE FUORI CASA MIO FRATELLO
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Salve a tutti,
Io mi trovo in una situazione al quanto delicata e complicata. In pratica, all’età di 22 anni (nel 2010) io ed i mie genitori abbiamo acquistato un appartamento per viverci col patto che mutuo e casa sarebbero stati completamente intestati a me e di reintestare tutto a loro negli anni successivi; pertanto, dato che io sarei soltanto funto da “prestanome” loro si impegnarono economicamente a versare l’anticipo per l’acquisto, mentre io da parte mia mi sarei limitato a pagare la metà di ogni rata mensile del mutuo (ed ovviamente essendo il solo intestatario la rata mi veniva pienamente addebitata sul mio conto corrente ogni mese) in segno di collaborazione fino al fatidico giorno in cui avrei ripassato tutto a loro ed avrei continuato a collaborare economicamente in un altro modo. All’epoca dei fatti, mio fratello, essendo minorenne, (all’incirca 14 anni) venne mantenuto al di fuori di questo accordo.
Premettendo che la situazione matrimoniale tra i miei genitori versava in una situazione molto precaria ed instabile da diversi anni, essa non fece altro che peggiorare rapidamente al pari passo dell’alcolismo di mio padre dopo l’ingresso nella nuova casa. Questo ulteriore e rapido peggioramento portò mia madre alla richiesta di separazione ed allontanamento di mio padre (che manifestava spesso comportamenti aggressivi in preda all’alcol e non) nel gennaio del 2014.
Il periodo fra l’inizio del 2014 e fine agosto 2015 fu un periodo difficile in cui mio padre si rifiutava continuamente di lasciare l’appartamento nonostante le disposizioni del giudice, fino al punto in cui l’ufficiale giudiziario diede il via libera a mia madre per cambiare la serratura; va aggiunto che durante questo periodo mio fratello fu libero di fare cose come giocare ai videogames online fino a tarda notte nonostante dovesse andare a scuola il giorno dopo, dato che i miei genitori erano più impegnati dai loro problemi di separazione.
Passato questo periodo burrascoso immaginavo che la situazione sarebbe migliorata senza avere più mio padre in casa, ma non fu così; infatti, successivamente mio fratello abbandonò gli studi al quinto anno di superiori a causa di una delusione amorosa, e fu difficile convincerlo a ripetere l’anno per ottenere il diploma l’anno seguente, ma fortunatamente sì, lo ottenne (correva l’anno 2017), nonostante le numerose assenze dovute al fatto di non potersi alzare la mattina per aver giocato al computer tutta la notte.
Inutile dire che con l’assenza di mio padre il mutuo cominciò ad essere pagato interamente ed esclusivamente da me, dato che mia madre aveva solo un lavoro part-time e non poteva neanche essere nominata come nuova intestataria del mutuo, quindi cominciai a considerarmi il vero padrone di casa a tutti gli effetti (essendo l’unico in famiglia volenteroso e capace di poter pagare fino all’ultimo centesimo, visto che mio fratello non aveva neanche la minima intenzione di partecipare al pagamento del mutuo una volta trovato un lavoro, perché a detta sua non voleva “partire indebitato”); nel frattempo mia madre continuò a percepire gli alimenti per se stessa e mio fratello da parte di mio padre.
Agli inizi del 2018 mia madre perse il lavoro e potette fare affidamento solo sul mantenimento di mio padre per lei e mio fratello e su un piccolo e temporaneo sussidio di disoccupazione. Nel frattempo, mio fratello l’unica esperienza lavorativa che ebbe fu un tirocinio di sei mesi e dopo di esso non cercò più lavoro, bensì volle tentare la strada dell’università (coi pochi soldi guadagnati col tirocinio) ma abbandonò gli studi quasi subito, mentre però mantenne sempre e costantemente un atteggiamento lavativo nei confronti di qualsiasi aiuto per faccende fuori e dentro casa (di cui dovevamo sempre occuparci io o mia madre), prediligendo sempre e solo il gioco online durante la notte (spesso alzando anche la voce) e lunghe ore di sonno durante il giorno, e lamentandosi sempre di tutto, dal cibo che cucinava mia madre ad altre sciocchezze (non alzando mai un dito per collaborare).
Ovviamente non ero assolutamente contento di questa situazione, non per mia madre (ultracinquantenne, con problemi di salute e incapacitata a trovare un altro impiego) ma per lui, giovane, diplomato che passava lunghe giornate al PC e che occasionalmente trattava male mia madre che a sua volta faceva di tutto per lui. D’altra parte ero sempre dissuaso da mia madre a non agire al riguardo, ad essere paziente perché tutto si sarebbe “sbloccato” con lui.
Giunti agli inizi del 2020, mio fratello partecipò ad un corso organizzato dalla regione per l’inserimento nel mondo del lavoro (che superò notevolmente); sfortunatamente, anche a causa della pandemia, il lavorò tardò ad arrivare, ma comunque un’occasione giunse nel dicembre 2020; periodo in cui io andai a vivere in un altro appartamento di cui tutt’oggi divido l’affitto e le spese con un collega, ma pur sempre adempiendo ai mie doveri di padrone di casa, provvedendo a pagare regolarmente rate del mutuo, spese condominiali ed eventuali lavori di manutenzione nella casa in cui mio fratello e mia madre stanno continuando a vivere, sempre appoggiandosi agli alimenti mandati da mio padre per entrambi.
Disgraziatamente, la nuova situazione lavorativa di mio fratello (a mio parere più che accettabile, per essere un primo impiego) non durò molto (all’incirca un paio di mesi), dato che durante la mia assenza e contrariamente alle mie obbiezioni, lui decise di licenziarsi con una certa complicità da parte di mia madre che inizialmente mi tenne tutto nascosto, permettendogli così di riprendere il suo stile di vita ozioso e pigro.
Ed eccoci al giorno d’oggi, con mio fratello ormai ventiquattrenne che vive a casa mia sentendosi il padrone, ma senza il peso di nessuna responsabilità, trattando mia madre come una serva, che non può fare altro che chiedere aiuto a me in certe occasioni, dato che lui si rifiuta categoricamente.
Oltretutto, mio fratello è anche una persona piuttosto suscettibile (soprattutto con mia madre) e comincio a pensare che l’agevolarlo sia anche dovuto a una paura delle reazioni di lui da parte di lei, anche perché una discussione che ho avuto con lui più di un anno fa è quasi sfociata in rissa, con lui che poi brandendo una candela accesa minacciava di dare fuoco a tutta la casa.
Ovviamente sono aumentate le incomprensioni e le discussioni tra me e mia madre che continua ad agevolarlo nel suo stile di vita vizioso e malsano e che ha condotto a una mancanza di armonia familiare per 6 lunghi anni, nonostante l’allontanamento di mio padre.
Essendo completamente saturo della situazione e dato che a breve tornerò a vivere a casa mia e con loro vi chiedo,
1. Cosa posso fare a livello legale per allontanarlo da casa una volta e per sempre?
2. Che procedimento legale dovrei seguire per non passare dalla cosiddetta “parte del torto”?
3. Può in qualche modo lui avvalersi del diritto di usucapione?

Conoscendolo, anche se dovessi dargli un ultimatum e una data di scadenza per andarsene lui ignorerebbe il tutto con il suo atteggiamento nichilista o mi provocherebbe con il suo semplice “provaci”, visto che non vuole neanche andare a vivere con mio padre.
I miei genitori sono incapaci o comunque non sembrano interessati a risolvere il loro problema genitoriale, che però e ormai diventato palesemente il mio; mio padre in tutto ciò aggrava la situazione continuando a mandargli i soldi ogni mese senza motivarlo a lavorare.
Lui a casa mia è soltanto un parente residente a carico dei miei genitori separati che però cerca sempre di avere voce in capitolo come se di diritto la casa fosse anche sua per il solo fatto di essere figlio dei miei genitori.
Sperando di non essermi dilungato troppo rimango in attesa di consigli e vi ringrazio della pazienza.
Un saluto.