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Soppressione rientri estivi
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QUESITO:
Buongiorno, lavoro in un ente locale (comune), godendo di alcuni permessi orari retribuiti ( legge 104, congedi parentali e la possibilità concordata con il responsabile di effettuare i rientri pomeridiani in Smart working). Premetto che non sono iscritta ad alcun sindacato, tuttavia, su decisione del sindacato formalizzata in una mera circolare a firma del Segretario Generale (da me non condivisa) sono stati soppressi i rientri estivi ad Agosto, trasformando quelle ore in un debito orario da recuperare nei mesi successivi, da settembre a
dicembre dello stesso anno, a discrezione del lavoratore, purché in presenza (non in Smart working) e senza poter utilizzare permessi retribuiti a copertura. Diversamente è prevista la decurtazione salariale. Il punto è che secondo me vi è una violazione dei miei diritti. Il mio ragionamento è il seguente: ragionando su base mensile , dovrei lavorare 180 ore al mese sulle quali potrei esercitare dei diritti riconosciuti dalla legge. Sopprimendo i rientri estivi e trasformando quelle ore in debito orario ( senza la mia volontà), di fatto quelle ore finiscono in un limbo dove io non posso più esercitare alcun diritto. Non potevo esercitarli ad Agosto poiché, essendo soppresse, quelle ore di fatto non esistevano mentre nei mesi previsti per il recupero non è più possibile esercitare diritti poiché quelle ore sono state trasformate in un debito orario. Credo che ci sia un errore di fondo poiché se non vi fosse stata la soppressione dei rientri, io avrei potuto esercitare i miei diritti oppure, se proprio dovevano essere soppressi, avrebbero dovuto rimodulare l'orario nei mesi successivi, fissando un giorno preciso per il recupero e quindi gestirlo come orario ordinario e non trasformarlo in debito orario. In tal modo io avrei potuto continuare ad esercitare, su quelle ore, i diritti riconosciuti dalla legge. Ho fatto presente il problema, a chi di dovere, e mi è stato risposto che questa procedura è stata adottata sulla base di una decisione sindacale che si estende a tutti. Tuttavia secondo il principio della gerarchia delle fonti, un accordo sindacale può derogare una legge solo se la decisione modifichi in meglio la situazione del lavoratori non in peggio. Nel mio caso questa decisione viola il mio diritto (previsto dalla legge e dai CCNL) di poter usufruire di permessi su quelle ore di rientro, soppresse nel mese di Agosto e trasformati in debito orario senza la mia volontà. Vorrei sapere, cortesemente, se il mio ragionamento è giusto. Grazie
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