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Ingresso in ufficio vietato per fragilità
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Buongiorno a tutti,
Da diversi mesi il mio datore di lavoro mi ha impedito l'accesso in ufficio (con una comunicazione telefonica) e "obbligato" allo smart working fisso. Ho fatto qualche mese fa la visita medica di routine ed il medico competente, senza chiedermi mai documentazione, mi ha ritenuto fragile sulla base di una terapia farmacologica che faccio e che ho comunicato a voce. Il medico competente dice che per la normativa COVID, anche volendo, non posso entrare in ufficio. Questo divieto mi è stato "prescritto" prima fino a giugno e ora fino a dicembre per la proroga della normativa sulla fragilità nelle società private.
Alle mie rimostranze (perché vorrei in determinati giorni recarmi in ufficio e perché il mio medico curante mi ha assicurato che non corro rischi) il datore di lavoro se ne lava le mani passando la palla al medico competente.
Secondo voi è lecito da parte del datore di lavoro impedire l'accesso all'ufficio? A me sembra un comportamento discriminatorio e leggendo decreti e circolari sul COVID, si parla sempre del diritto del lavoratore allo smartworking, mai dell'obbligo.
Grazie in anticipo!
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