Coronavirus - Multa
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Salve sono stato multato dalla polizia di Milano perché mi trovavo di ritorno dalla spesa insieme a mia moglie a 600m da casa. La motivazione è stata che non è possibile "uscire" da casa in due per fare la spesa.
Vorrei fare ricorso perché il sito della regione Lombardia dice che non è possibile "l'accesso" alle attività commerciali in due persone dello stesso nucleo familiare, quindi io, inconsapevole del divieto a monte, non menzionato sul sito (uscire di casa in due) ho deciso di accompagnare mia moglie al market bio dove lei sceglie i prodotti li lascia in cassa e poi io entro e pago con carta di credito e firmo (siamo a corto di contanti per cassa integrazione) quindi non è un'abitudine ma un'eccezione perché di solito vado io da solo all'esselunga.
Oltretutto il sito del governo non specifica la distanza massima consentita dalla propria abitazione, scrive che le loro misure sono valide per tutto il territorio nazionale e non rimanda ad una verifica sul sito della propria regione. Quindi non ho neanche fatto caso alla distanza da casa essendo comunque il market più vicino ma alla mia gentile richiesta di considerarla come una passeggiata mostrando il paragrafo inerente del sito ufficiale all'agente di polizia la risposta è stata "non è un problema mio, faccia pure ricorso".
Lo spunto che sarei interessato a sollevare è: fino a che punto un individuo è obbligato ad essere informato su tutto ciò che accade e sulle leggi varate: per pubblici esercizi e imprenditori ci sono circolari, comunicazioni tramite pec, commercialisti e avvocati, ma per quanto riguarda il cittadino? Siamo costretti a guardare tutti i tg e anche quelli regionali? O le dirette Facebook? Perché la faq del sito ufficiale del governo non spiega che bisogna controllare anche il sito della propria regione?
La legge non ammette ignoranza ma non deve neanche crearla.
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